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La Moda Lolita


La moda lolita è una sottocultura di moda giapponese basata sull’epoca vittoriana e sul Rococò, ma in ogni stile c’è una diversificazione.
Questo look ha cominciato a distinguersi per la sua particolare attenzione che si da al materiale e alla manifattura dei vestiti, il vestito classico prevede una gonna lunga fino al ginocchio a forma di campana con varie sottovesti, abbinata a corsetti, camicette, calzettoni fino al ginocchio, questa moda si evoluta in tanti sotto stili differenti.

Tipi di stile:

Gothic Lolita:
E’ uno dei principali stili del look ed è un misto tra il gotic/gotico e il classic/classico, lo stile ha avuto origine negli anni ’90 nei quartieri di Harajuko e Tokjio. E’ caratterizzato da abiti e make up scuri rifinito con un rossetto rosso. Sia trucco, vestiario che gioielli di qualsiasi tipo vengono indossati in maniera esagerata, come pizzi e merletti per gli abiti e un elegante “Smokey eyes” sugli occhi.
Di solito al nero vengono accoppiati colori come blu notte, verde smeraldo, viola e scarlatto anche se il bianco rimane sempre popolare, per i gioielli abbiamo simboli come pipistrelli, croci e bare.

Sottostili:
Elegant Gothic Lolita
Elegant Gothic Aristocrat

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Sweet Lolita:
Conosciuto come anche come ama-loli in Giappone è uno stile influenzato dallo stile dell’epoca rococò, dell’epoca vittoriana ed edoardiana. Focalizzando il look lo stile infantile di questa moda, con tinte pastello e stoffe anch’esse infantili.
I colori sono basati tutti sul rosa pastello, perla e viene messo un rossetto che sia in tinta con l’attuale look, come accessori sono molto frequenti fasce, cuffie, fiocchi insieme a zaini e borse possono essere a orma di fragola, corone e cuori.

Classical Lolita:
E’ uno stile più maturo è visto come uno stile più sofisticato per le sue stampe poco vistose, più sobri nei colori e più adulto nel taglio dei vestiti. Il taglio è lo stile “impero”, le scarpe sono più semplici come i gioielli e il trucco non cosi enfatizzato, ma è più naturale.

Punk Lolita
Aggiunge allo stile lolita, borchie, vestiti strappati, catene, borchie, spille da balia ecc…le gonne sono sempre nello stile lolita oppure corte o asimmetriche, le scarpe più utilizzate sono gli anfibi o le creepers.

Stili secondari:

Princess Lolita:
In giapponese viene detto anche “Hime” – “Princesses” ispirato ad un look da principesco è formato da una corona e una gonna con dei rouches raccolte in una parte posteriore

Shiro & Kuro Lolita
Lo stile Shiro Lolita, chiamato anche “Lolita in Bianco/Shiro” o “Lolita in Nero/Kuro”. Tutto il guardaroba e gli accessori sono totalmente neri

Ōji Lolita
E’ uno stile maschile, detto anche Ōji Sama (Principe) è la controparte maschile della moda lolita e si ispira alla moda giovanile dell’epoca vittoriana, ma può essere indossato anche dalle ragazze.
Questo stile include camicie, magliette, pantaloni alla zuava, calzettoni al ginocchio e cilindri, i colori più comuni sono il nero, il bianco, blu e rosso vino e al di fuori dal Giappone è detto anche stile “Kodona”.

Guro Lolita
E’ la Lolita Horror, sul vestito sono “incorporati” il sangue finto sul vestito,questo look è ispirato alla bambola rotta.

Country Lolita
Questo arriva dallo stile “Sweet Lolita” che sono simili nelle stampe usate ma la differenza sono gli accessori che fanno uso di borse, cappelli e cesti di paglia

Wa Lolita
Wa Lolita, oppure “Wa rori”, di solito consiste nel modificare gli stili giapponesi “Kimono” e “Hakama” e li hanno modificati allo stile della silhoutte lolita. Le scarpe sono quelli scarpe tradizionali giapponesi: “Geta”,“Okobo” e gli “zōri”, come accessori chiamati “Kanzashi”. “Wa” deriva dal Kanji Wa viene usate per indicare molte cose di origine giapponese

Qi Lolita
Questo stile è simile a quello precedente, ma utilizza abiti tradizionali cinesi al posto che giapponesi come ad esempio il “Cheongsam” che vengono anch’essi modificati per la silhuette Lolita, gli accessori comprendono dei ferma-chignon in stile cinese e dei sandali chiamati “zōri” giapponesi.

Casual Lolita
E’ lo stile più semplice che può essere con una maglietta o una felpa abbinata ad una gonna lolita e degli accessori lolita per capelli, può avere qualsiasi colore basta che tutti siano abbinati fra loro ed è uno stile che una lolita nella vita può indossare tutti i giorni

Al di fuori del Giappone:
La moda lolita è un fenomeno culturale giapponese che in altri paesi viene mostrato in altri modi, come concerti di J-Rock, Visual Key o alle convention Anime o alle fiere del fumetto.
A Parigi e San Francisco sono stati aperti anche dei negozi come “Baby, The Star Shine Bright” e “Angelic Pretty” che sono i maggiori brand, di soliti alcuni gruppi si radunano per dei tea party iconici del movimento

 

LOLITA FASHION

Lolita fashion is a subculture of Japanese fashion based on the Victorian era and on the Rococo, but in every style there is a diversification.
This look has begun to stand out for its special attention to the material and manufacture of clothes, the classic dress features a bell-shaped long skirt with various petticoats, combined with corsets, blouses, knee socks , this fashion evolved into so many different substyles.

Types of style:
Gothic Lolita:
It is one of the main styles of the look and is a mixture between Gothic / Gothic and Classic / Classic, the style originated in the 90s in the districts of Harajuko and Tokjio. It is characterized by dark clothes and make-up finished with a red lipstick. Both makeup, clothing and jewelry of any kind are worn exaggerated, such as lace and lace for clothes and an elegant “Smokey eyes” on the eyes.
Usually blacks are paired with colors such as midnight blue, emerald green, violet and scarlet, although white is always popular, for jewels we have symbols like bats, crosses and coffins.

substyles:
Elegant Gothic Lolita
Elegant Gothic Aristocrat

Sweet Lolita:
Known as also as ama-loli in Japan, it is a style influenced by the style of the Rococo era, of the Victorian and Edwardian era. Focusing on the look is the childlike style of this fashion, with pastel colors and fabrics that are also childlike.
The colors are all based on pastel pink, pearl and is put a lipstick that is in the same color with the current look, as accessories are very frequent bands, headphones, bows along with backpacks and bags can be strawberry footprint, crowns and hearts .

Classical Lolita:
It’s a more mature style is seen as a more sophisticated style for its inconspicuous prints, more sober in color and more adult in cutting clothes. The cut is the “empire” style, the shoes are simpler like jewels and the makeup is not so emphasized, but it is more natural.

Punk Lolita:
Adds to the lolita style, studs, torn clothes, chains, studs, safety pins etc … the skirts are always in the lolita style or short or asymmetrical, the most used shoes are amphibians or creepers.

Secondary styles:

Princess Lolita:
In Japanese it is also called “Hime” – “Princesses” inspired by a princely look is formed by a crown and a skirt with rouches gathered in a back

Shiro & Kuro Lolita
Lo stile Shiro Lolita, chiamato anche “Lolita in Bianco/Shiro” o “Lolita in Nero/Kuro”. Tutto il guardaroba e gli accessori sono totalmente neri

Ōji Lolita:
It is a masculine style, also called Ōji Sama (Prince) is the masculine counterpart of lolita fashion and is inspired by youth fashion of the Victorian era, but can also be worn by girls.
This style includes shirts, T-shirts, knickerbockers, knee socks and cylinders, the most common colors are black, white, blue and wine red and outside of Japan it is also called “Kodona” style.

Guro Lolita
It’s the Lolita Horror, on the dress the fake blood on the dress is “incorporated”, this look is inspired by the broken doll.

Sailor Lolita
This look is the typical sailor look and includes collars, ties and sailor hats not to be confused with the classic school uniforms called “Sailor Foku”, another variant is the “Pirate Lolita” which includes more elaborate clothes and tricorn hair, accessories are shaped treasure chest and bandages on the eye

Country Lolita
This comes from the “Sweet Lolita” style that are similar in the prints used but the difference is the accessories that make use of bags, hats and straw baskets

Wa Lolita
Wa Lolita, or “Wa”, usually consists of modifying Japanese styles “Kimono” and “Hakama” and modifying them to the style of the silhoutte lolita. The shoes are those traditional Japanese shoes: “Geta”, “Okobo” and the “zōri”, as accessories called “Kanzashi”. “Wa” derived from Kanji Wa is used to indicate many things of Japanese origin

Qi Lolita
This style is similar to the previous one, but uses traditional Chinese clothes instead of Japanese such as “Cheongsam” which are also modified for the Lolita silhuette, accessories include Chinese-style fasteners and sandals called ” Japanese “zōri”.

Casual Lolita
It’s the simplest style that can be with a t-shirt or a sweatshirt combined with a lolita skirt and lolita hair accessories, it can have any color as long as everyone is paired with each other and it’s a style that a lolita in life can wear all the days

Outside of Japan:
Lolita fashion is a Japanese cultural phenomenon that in other countries is shown in other ways, such as J-Rock concerts, Visual Key or at Anime conventions or comics fairs.

In Paris and San Francisco, stores have also been opened, such as “Baby, The Star Shine Bright” and “Angelic Pretty” which are the major brands, usually some groups gather for the iconic tea parties of the movement

(Wikipedia)

Coco Chanel


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In questa categoria voglio raccontarvi la prima parte, essendo molto lungo l’argomento, una delle mie passioni che è il mondo della moda, nel mondo cinema quando ricorrevano gli anni più luminosi di Marylin Monroe, simbolo di bellezza ed eleganza, oltre ad essere che icona cinematografica, la moda aveva preso il suo potere e una delle case di moda che ebbe molto scalpore e successo a cominciare dagli anni venti è quella di Coco Chanel che rivoluzionò l’idea e il concetto di femminilità nella cultura popolare del XX sec.

Gabrielle Bonheur Chanel, detta “Coco”, nasce il 19 Agosto 1883 a Saumur, in uno ospizio per poveri, da Henri-Albert Chanel e da Jeanne De Volle. La famiglia poco dopo si trasferì a Issoire, ma dopo la morte della moglie, Albert prese con se i figli per poi lasciarli di nuovo nella residenza della propria madre a Vichy, ma la donna non potè occuparsi dei bambini quindi vennero mandati in seguito in un’azienda agricola a lavorare.

Coco e sua sorella vennero invece date in affidamento alla congregazione delle Suore del Sacro Cuore, presso l’orfanotrofio di Aubazine e nelle sue collezioni Chanel si può notare un’influenza della vita monacale del bianco e nero che s’inspira alla tonaca delle suore.

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Etienne De Balsan 

I primi anni Chanel lavorò alla bottega della “Maison Grampayre” e cominciò a lavorare in un Caffè-concerto, il soprannome “Coco” arriva dalla canzone “Qui qu’ va Coco!”, anche se dissero che abbia numerosi significati nel mondo “Chanel” e li che incontrò Etienne De Balsan che fu il suo primo amante, lui aveva 24 anni e lei 21 la loro storia d’amore durò sei anni e fu anche il suo primo finanziatore nei suoi primo lavori. Durante la loro storia Coco si trasferì nella sua residenza, nel castello di Royallieu, nel quale ospitava anche un’altra delle sue amanti, Emilienne D’alecon, che infine lo lasciò per un fantino. Etienne era un appassionato di corse di cavalli e cavalli, qui Coco imparò a cavalcare, e fu da questo che ebbe un’altra ispirazione: i pantaloni e gli stivali da cavallerizza e cravattine lavorate a maglia.

Etienne non comprendeva molto la sua voglia creativa e di lavorare, ma le permise di lavorare presso il suo appartamento a Parigi, cosi Coco iniziò la sua carriera realizzando cappellini in un’epoca dove andavano di moda i cappelli sontuosi ricoperti di piume, cosi Coco cominciò a realizzare capellini di paglia ornati da singole piume e la sua prima cliente fu proprio Emilienne e attraverso Balsan, Coco formò la sua prima clientela.

Boy Chapel e la Rue Cambon

Presso la residenza di Etienne De Balsan conobbe Boy Chapel, che fu l’amore della sua vita e lui era nell’eportazione di carbone, a differenza di Balsan, incoraggiò la passione di Chanel e finanziò il suo lavoro, andarono a vivere a Parigi anticipandole i soldi per aprire la sua boutique nella 31 Rue de Cambon.

Coco e Boy non si sposarono mai per via del via del divario sociale che c’era tra loro, cosi la mise di fronte ad un enorme decisione “il matrimonio o il lavoro” dato che lui da li a poco avrebbe sposato un’altra donna, ma Coco scelse istintivamente il lavoro.

Nel 1912 la botique era già avviata e Chanel cominciò a vendere oltre ai suoi cappellini, maglioni, gonne e qualche vestito, cosi Suzanne Orlandi indossò il primo vestito firmato Chanel intonando i suoi abiti sul beige, il blu marine, ma restò sulle tonalità principali che furono il bianco e il nero.

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Chanel.com

“Coco Chanel

In this category I want to tell you the first part, being very along the subject, one of my passions that is the world of fashion, in the cinema world when they used the brightest years of Marylin Monroe, a symbol of beauty and elegance. Fashion icon had taken its power and one of the fashion houses that had a lot of feelings and success since the 1920’s was that of Coco Chanel who revolutionized the idea and concept of femininity in popular culture of the twentieth century.

Gabrielle Bonheur Chanel, called “Coco”, was born on August 19, 1883 in Saumur, in a slaughterhouse for the poor, by Henri-Albert Chanel and Jeanne De Volle.
The family moved to Issoire shortly afterwards, but after the death of his wife, Albert took off with his children and then left them back to his mother’s residence in Vichy, but the woman could not take care of the children, so they were later sent to a Farm to work.
Coco and his sister were instead relied on the concelebration of the Sisters of the Sacred Heart, at Aubazine’s orphanage and in his Chanel collections, one can notice an influx of the monastic life of black and white that is rising to the tune of the nuns.

Etienne De Balsan

In the early years Chanel worked at the “Maison Grampayre” workshop and started working in a Concert-Café, the nickname “Coco” comes from the song “Qui qu ‘goes Coco!”, Although they said they had many meanings in the world “Chanel “And he met Etienne De Balsan who was her first lover, he was 24 and she 21 their love story lasted six years and was also her first financier in her first job.

During their history, Coco moved to his residence in Royallieu Castle, where he also housed another of his lovers, Emilienne D’alecon, who eventually left him for a jockey. Etienne was a passionate about horse racing and horses, here Coco learned to ride, and that was another inspiration: his pants and boots and knitwear knitwear.

Etienne did not understand much of his creative desire to work, but allowed her to work at her apartment in Paris, so Coco began her care by making cappellini at a time where fashionable hats filled with feathers went in fashion, so Coco began To create straw caps decorated with single feathers and his first customer was Emilienne himself and through Balsan, Chanel formed his first clientele.

 

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