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La Cerimonia del Tè


Watabi

Chiamata anche Cha No Yu che si significa “Acqua calda per il tè” oppure Chadō o Sadō è un rito praticato in Giappone. E’ una delle più tradizionali cerimonie zen che esistono in Giappone e si basa sulla concezione del Wabi – Cha è può essere svolta in diverse pratiche.
La collocazione del bollitore cambia ad ogni stagione, quindi la bevanda non risulta un’infusione, ma bensì una “sospensione”, ovvero che la polvere di te viene consumata insieme all’acqua. Infatti il Matcha viene prodotto usando germogli terminali della pianta e la bevanda ha un effetto al quanto eccitante.

ORIGINI E SVILUPPO DELLA CERIMONIA

La Cerimonia del tè ha origine in Cina, come del resto la scoperta del Tè, che purtroppo rende difficile la sua datazione, durante la dinastia Song, arriva la diffusione del “Canone del tè” che venne rilasciato intorno al 758.
Sempre durante quel periodo, crebbe la diffusione dell’uso collettivo di bere il tè, soprattutto nei monasteri di buddismo Chan. La bevanda del tè contiene una buona dose di caffeina ed un valido sostegno delle pratiche meditative zuòchàn.

Laboratorio dell’espresso

La sua importazione per l’utilizzo matcha venne importato dal monaco Tendai Eisai che riportò dal pellegrinaggio in Cina, dagli insegnamenti di Chàn Lìnjì, dal ramo di Huàglòng e da alcune piante di tè, cosi nel tempio di Saidai-ji si tenne il primo Ōchamori dove venivano rappresentati gli aspetti spirituali della Cerimonia del Tè, ma tuttavia si praticava il Tōcha un passatempo aristocratico dove si doveva indovinare l’origine delle foglie che si consumavano.

In seguito affascinato dall’arte dello zen, l’ottavo shōgun del clan Ashikaga, venne subito promotore della Cerimonia del Tè e Murata Shukō fu il primo ad accentuare la semplicità dell’oggettistica. Lui stesso ideò il Chashaku in bambù che riduceva la stanza del te in quattro stuoie e mezza di tatami, cosi riuscì a diminuire gli utensili, dopo di che introdusse fece esporre i rotoli dei maestri zen all’interno della stanza che riportavano testi e scritture privilegiandoli dell’loro rispetto dovuto.

Dopo la morte di Murata Shukōci fu il maestro Takeno Jōō allievo di Murata Shukō e Sonchin e Sogo.

Takeno Jōō gettò la base dello Wabi-Cha studiando la poesia “Waka” ovvero “Via dell’incenso”, modificò il “Cha no yu” eliminando gli utensili dagli scaffali e disponendoli sul tatami, utilizzando solo il legno grezzo per il “Tokonoma”.

Introduce anche l’usanza del “ro”, che è il focolare dove si pone il bollitore del tè, direttamente nella stanza della cerimonia.

Il terzo grande maestro di tè fu Sen no Rikyū che iniziò lo studio del Cha No Yu a soli diciassette anni e due anni dopo diventò il diretto discepolo Takeno Jōō che gli rimase vicino per i quindici anni successivi.

Oriente Spirituale

LA STANZA DELLA CERIMONIA

Nella stanza si entra da una porticina bassa chiamata “Nijiriguchi”, posta in basso in modo da simboleggiare l’umiltà quando si entra che “costringe” a chinare il capo in segno di umiltà, la stanza è detta “chashistu” la quale può essere formata da pochi “tatami” mentre le finestre sono schermate. Da un lato c’è il “tokonoma” che è una piccola nicchia sulla quale c’è uno scritto eseguito da un esperto di “shodō” e un piccola composizione di fiori dell’ “Ikebana” che abitualmente si adatta alla stagione in corso ed è detta “Chebana” ovvero Fiori per Il Tè.

Il particolare significato della Cerimonia del Tè si riferisce all’atto di preparare il tè infatti si usa il verbo “Tereru” ovvero celebrare, dopo di che la Cerimonia prosegue con il posizionamento dei vari utensili con la preparazione del tè nella tazza.

LA DIMORA DEL VUOTO

La Stanza del Te è anche un luogo spirituale dove sono stati infusi le pratiche e gli ideali dello Zen, ai concetti precedenti dello “Yūgen” e “Sabi” cosi Sen no Rikyū evidenziò lo “Wabi”.
Cosi se lo Yūgen che era l’incanto sottile collegato alla delicatezza e all’eleganza e caro agli autori del “Nō”, una forma di teatro poco rappresentata differente dal Kabuki, mentre il Sabi è come una patina sottile che rende nel tempo gli oggetti affascinanti ed ispiratori di tranquillità e armonia, cosi Sen no Rikyū introdusse qualcosa di diverso a che amava lo stile semplice e che vede la Stanza del Tè come la dimora della creatività senza attaccamenti quindi il “vuoto”. Al vuoto materiale si accosta anche il vuoto mentale che indica la consapevolezza priva di attaccamenti mondani. Il potere destabilizzante di questa pratica sono le varie forme di ostentazione quindi Sen no Rikyū fu costretto al “Seppuku”, una forma volontaria di suicidio, in quanto sentiva la forma silenziosa del maestro

Arte Raku

I principi costitutivi della Cerimonia Del Tè secondo Sen no Rikyū:

Armonia (Wa): Questa è una dimensione che mette in relazione “ospite-invitato”, gli oggetti e il cibo. In questo pincipio vuol dire essere ancorati da ogni pretesa e ogni etsremismo.

Rispetto (Kei): Questo principio nella Cerimonia del Tè permette di coprendere la comunione dell’essenza di tutto ciò che ci corconda

Purezza (Sei): Questo principio non serve ad indicare ciò che è puro o impuro, è una metafora nei confronti della nostra mente e dei nostri vissuti che vanno “spazzati” abitualmente da preoccupazioni per consentire a se stessi di fare nuove esperienze, ma nel frattempo l’ospite riordina e ripulisce anche se stesso.

Tranquillità (Jaku): L’incontro delle persone nella Cerimonia del tè amplifica sempre di più questa dimensione, colui che prepara e beve il tè s’avvicina a questa sublime stato di serenità

THE CEREMONY OF THE TEA

Also called Cha No Yu which means “Hot water for tea” or Chadō or Sadō is a ritual practiced in Japan. It is one of the most traditional Zen ceremonies that exist in Japan and is based on the concept of Wabi – Cha and can be carried out in different practices.
The location of the kettle changes every season, so the drink is not an infusion, but rather a “suspension”, that is, the tea powder is consumed together with the water. In fact, Matcha is made using the terminal buds of the plant and the drink has an exciting effect.

ORIGINS AND DEVELOPMENT OF THE CEREMONY

The Tea Ceremony originates in China, as does the discovery of Tea, which unfortunately makes it difficult to date, during the Song dynasty comes the spread of the “canon of tea” which was released around 758.
Also during that period, the widespread use of tea drinking increased, especially in the monasteries of Chan Buddhism. The tea drink contains a good dose of caffeine and a valid support for Zuòchàn meditation practices.

Its import for matcha use was imported by the monk Tendai Eisai who brought back from the pilgrimage to China, from the teachings of Chàn Lìnjì, from the branch of Huàglòng and from some tea plants, so in the temple of Saidai-ji the first Ōchamori was held where the spiritual aspects of the Tea Ceremony were represented, but nevertheless the Tōcha was practiced, an aristocratic pastime where one had to guess the origin of the leaves that were consumed.

Later fascinated by the art of Zen, the eighth shōgun of the Ashikaga clan, was immediately promoter of the Tea Ceremony and Murata Shukō fun the first to accentuate the simplicity of the objects. He himself devised the Chashaku in bamboo which reduced the tea room into four and a half mats of tatami, so he managed to deduce the utensils, after which he introduced the scrolls of the Zen masters inside the room which reported texts and writings privileging them of their due respect.

After Murata Shukō’s death there was master Takeno Jōō, a pupil of Murata Shukō and Sonchin and Sogo.
Takeno Jōō threw the basis of the Wabi-Cha by studying the poem “Waka” or “Incense Way”, he modified the “Cha no yu” by removing the tools from the shelves and placing them on the tatami, using only the raw wood for the “Tokonoma” .
He also introduces the custom of “ro”, which is the hearth where the tea kettle is placed, directly in the ceremony room

The third great tea master was Sen no Rikyū who began the study of Cha No Yu when he was only seventeen and two years later became the direct disciple Takeno Jōō who remained close to him for the next fifteen years..

THE CEREMONY ROOM

The room is entered through a low door called “Nijiriguchi”, placed at the bottom so as to symbolize humility when entering which “forces” to bow the head as a sign of humility, the room is called “chashistu” which can be formed by a few “tatami” while the windows are shielded. On the one hand there is the “tokonoma” which is a small niche on which there is a writing performed by a “shodō” expert and a small composition of flowers of the “Ikebana” which usually adapts to the current season and it is called “Chebana” or Flowers for Tea.

The particular meaning of the Tea Ceremony refers to the act of preparing tea, in fact the verb “Tereru” is used, meaning to celebrate, after which the Ceremony continues with the positioning of the various utensils with the preparation of tea in the cup.

THE HOUSE OF THE EMPTY

The Tea Room is also a spiritual place where the practices and ideals of Zen have been infused, with the previous concepts of “Yūgen” and “Sabi” so Sen no Rikyū highlighted the “Wabi”.
So if the Yūgen which was the subtle enchantment connected to delicacy and elegance and dear to the authors of “Nō”, a form of theater little represented different from Kabuki, while the Sabi is like a thin patina that renders objects over time fascinating and inspiring of tranquility and harmony, so Sen no Rikyū intruded on something different to who loved the simple style and who sees the Tea Room as the abode of creativity without attachments and therefore the “void”. Mental emptiness also approaches the material emptiness, which indicates awareness devoid of worldly attachments. The destabilizing power of this practice are the various forms of ostentation so Sen no Rikyū was forced to “Seppuku”, a voluntary form of suicide, as he felt the silent form of the teacher

The constitutive principles of the Tea Ceremony according to Sen no Rikyū:

Harmony (Wa): This is a dimension that relates “guest-guest”, objects and food. In this principle it means to be anchored by every claim and every etsremism.

Respect (Kei): This principle in the Tea Ceremony allows us to cover the communion of the essence of all that surrounds us

Purity (Sei): This principle does not serve to indicate what is pure or impure, it is a metaphor for our mind and our experiences that are usually “swept” by worries to allow oneself to have new experiences, but in the meanwhile the guest tidies up and cleans himself up too.

Tranquility (Jaku): The meeting of people in the Tea Ceremony amplifies this dimension more and more, the one who prepares and drinks tea approaches this sublime state of serenity

(Fonte: Wikipedia)

Hanami – Sakura


LA FAMOSA CELEBRAZIONE DEI “FIORI DI CILIEGIO” IN GIAPPONE

Il Fiore di Ciliegio è il fiore tratto dalla  famiglia degli alberi “Prunus” in particolare il genere giapponese si chiama “Prunus Serrulata” che viene chiamato a sua volta Sakura. In Giappone è una pianta ornamentale, non commestibile, in Giappone infatti c’è una grande cultura dietro alla fioritura dei ciliegi, e non solo, dedicata a questo fiore chiamata “Hanami” mentre i frutti commestibili si dividono in “Prunus Avium” “Prunus Cerasus”.

Lo Hanami è la secolare usanza giapponese di godere della bellezza della fioritura in particolare quella dei Ciliegi da fiore. E’ la tradizione più antica del millennio tanto da causare molte migrazioni verso il Giappone, questo spettacolo si può ammirare dall’inizio di Aprile a sud dell’isola di Honshū fino alla metà di Maggio nella parte settentrionale di Hokkaidō.

Questa tradizione in Giappone si ammira sotto uno degli alberi “Sakura”, Ciliegio in giapponese, e questa “festa” si svolge anche di notte prendendo il nome di “Yozakura” ovvero “Il Ciliegio di Notte”.

Sakura-mochi

Sakura Mochi

In occasione di questa tradizione vengono preparati degli alimenti dedicati ai Sakura come gli “Hanami-Dango” e i “Sakura Mochi”  dolci che si trovano già confezionati nei negozi insieme a dolci e bevande. Il Fiore di Ciliegio nella cultura del Sol Levante simboleggia la fragilità, rinascita e della bellezza dell’esistenza.

LA  STORIA
I Fiori di Ciliegio nascono nella città di “Yoshino” e la leggenda racconta che gli alberi che vennero piantati nel VII sec. D.C dal sacerdote En-No-Ozuno che scagliò una maledizione contro chiunque osasse abbatterli, in seguito nacquero gli “Yamzukura” ovvero gli ibridi e divennero la varietà giapponese per eccellenza.

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Hanami-Dango

Luoghi famosi per assistere l’”Hanami”:
Parco Maruyama a Kyoto
Parco Ueno e Tokyo
Castello di Himeji
Castello di Hirosaky, circondato da cinquemila ciliegi

 

THE FAMOUS CELEBRATION OF THE “FLOWERS OF CHERRY” IN JAPAN

The Cherry Blossom is the flower taken from the family of trees “Prunus” in particular the Japanese genus is called “Prunus Serrulata” which is also called Sakura. In Japan it is an ornamental plant, inedible, in Japan in fact there is a great culture behind the flowering of the cherry trees, and not only, dedicated to this flower called “Hanami” while the edible fruits are divided into “Prunus Avium” “Prunus cerasus “.

The Hanami is the centuries-old Japanese custom of enjoying the beauty of flowering in particular that of the cherry blossoms. It is the oldest tradition of the millennium so much to cause many migrations to Japan, this spectacle can be admired from the beginning of April in the south of the island of Honshu until the middle of May in the northern part of Hokkaidō.
This tradition in Japan can be admired under one of the trees “Sakura”, Cherry in Japanese, and this “feast” also takes place at night taking the name of “Yozakura” or “Il Ciliegio di Notte”.

On the occasion of this tradition foods are prepared dedicated to the Sakura like the “Hanami-Dango” and the “Sakura Mochi” desserts that are already packaged in stores along with sweets and drinks. The Cherry Blossom in the culture of the Rising Sun symbolizes the fragility, rebirth and beauty of existence.

HISTORY
The Cherry Blossoms are born in the city of “Yoshino” and the legend tells that the trees that were planted in the VII century. D.C from the priest En-No-Ozuno who hurled a curse against anyone who dared to shoot them down, then the “Yamzukura” were born, that is the hybrids and became the Japanese variety par excellence.

Famous places to attend the “Hanami”:
Maruyama Park in Kyoto
Ueno Park and Tokyo
Himeji Castle
Hirosaky Castle, surrounded by five thousand cherry trees

 

La Città Incatata


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E’ un film d’animazione giapponese girato e scritto da Hayao Miyazaki prodotto dallo Studio Ghibli. Il film è liberamente ispirato al romanzo fantastico “Il Meraviglioso Paese Oltre la Nebbia” scritto da Kashiwaba Sachiko, l’opera racconta di una bambina Chihiro che s’introduce, senza volerlo, in una città infestata dagli spiriti, i genitori della bambina vengono trasformati in maiali dalla strega Yubaba. E’ considerato il film di maggior successo del Giappone incassando 330 milioni di dollari in tutto il mondo superando il film Titanic. Il regista Hayako Miyazaki è considerato il maggior esponente d’animazione del giappone, oltre la “La città incantata” tra i suoi lavori ricordiamo “Kiki consegne a domicilio”, “Il Castello Errante” ecc…ed è anche uno dei principali fondatori dello Studio Ghibli.

PERSONAGGI PRINCIPALI

Chihiro Ogino: è la protagonista della storia, una bambina svogliata e piagnucolona, costretta a rimenere nel mondo degli spiriti/La Città Incantata per liberare dalla meledizione i suoi genitori, prende il nome di Sen poiché perde il suo vero nome.

Haku: è un ragazzo della stessa età di Chihiro, ma svolge un importante ruolo al fianco di Yubaba, dagli altri spiriti è considerato il “Maestro Haku” diventa grande amico di Chihiro e l’aiuta nell’impresa per liberare i genitori. La sua vera indentità e il suo vero nome gli sono sottratti da Yubaba per costringerlo a lavorare per lei, in realtà è lo Spirito del Fiume Kohaku che aveva salvato in passato Chihiro quando aveva rischiato di annegare.

Yubaba: è la strega propietaria dei bagni pubblici molto severa e autoritaria che s’addolcisce solo in presenza del figlio Bo

PERSONAGGI SECONDARI

Akio Ogino: Padre di Chihiro

Yuko Ogino: Madre di Chihiro

Senza-Volto: è uno spirito che s’affeziona morbosamente a Sen/Chihiro seguendola ovunque, ha l’aspetto di un esile figura ammantata con una maschera bianca in volto, arriva a camminare a quattro zampe quando ingerisce un enorme quantità di cibo. S’innervosisce quando capisce che qualcuno non ricambia i suoi sentimenti come con Sen/Chihiro, che in quel momento rischia di distruggere l’intero stabilimento termale.

Zeniba: sorella gemella anziana di Yubaba

TRAMA

Chihiro è una bambina di dieci anni che sta trasloccando in un’altra città, quando sono in viaggio suo padre prende una via sbagliata e nonostante la bambina non voglia proseguire per quella strada i genitori si fermano e pensano di aver trovato un parco divertimenti abbandonato. Li i suoi genitori rimangono intrappolati nella città dopo che la strega del posto,Yubaba, li traforma in maiali. Chihiro si addentra nella città per salvare i genitori cominciando con il cambiare il proprio nome, essendone obbligata, in Sen, stando attenta a “mai dimenticare” il suo vero nome. Nella sua permanenza Sen/Chihiro trova lavoro nei bagni pubblici, per non cadere anche lei nell’incantesimo. Li conosce Haku un ragazzo tirapiedi di Yubaba, il quale lei ha stregato per fargli fare quello che vuole, il quale hadimenticato il suo vero nome, egli in realtà è lo Spirito del fiume Kohaku. Sen/Chihiro infine riesce a liberare i genitori grazie all’amore che prova per Haku e per non aver mai dimenticato il suo nome.

PRODUZIONE

Miyazaki scrisse la sceneggiatura del film dopo che decise di dedicare l’opera alla figlia del suo amico nonché produttore Seiji Okuda il quale andava a fargli visita ogni estate, in seguito con un budget di circa 16 milioni di euro cominciò la produzione della “La Città Incantata” nel 2000. Tutte le estati Miyazaki trascorreva le vacanze in montagna con la sua famiglia e cinque bambine amiche delle sue figlie e li trovò l’ipirazione per “La Città Incatata” proprio guardando giocare queste bambine e adattandolo proprio a delle ragazzine della loro età. Cercò ispirazione fra alcuni Shojo manga, fumetti giapponesi dedicati alle ragazzine in ambito scolastico legati alle loro prime cotte, ma questo genere non era quello che stava più a cuore a Myazaki. Aveva in mente di produrre un nuovo film da diverso tempo, aveva in programma due progetti diversi: il primo basato sul romanzo “Il Meraviglioso Paese oltre la nebbia”, il secondo aveva come protagonista una ragazza più grande di Chihiro, ma entrambi i progetti vennero scartati, cominciò a pensare che la storia poteva ruotare attorno ad un impianto termale, trovandolo un luogo molto misterioso, al quale potevano esserci degli spiriti, di natura giapponese, che popolavano le terme proprio come gli uomini. Come per la storia del film della “Princess Mononoke” lo Studio Ghibli usò la computer grafica usando come programmi come “Softimage”, ma per Myazaki la cosa più difficile era tagliare alcune scene per poter rientrare nelle due di film circa. Per l’ambientazione di questo film Myazaki prse ispirazione da alcuni luoghi giapponesi come la residenza di Korekiyo Takahaschi che si trova nell’ “Edo-Tokyo Open Air Architectural Museum” e Jufen una città di Tawain, che lo ispirò per la scalinata che conduce alle terme.

COLONNA SONORA

Per la colonna sonora Myazaki ha consultato il suo personale collaboratore Joe Hisaichi, che oltre ad essere giudicata ottima dal giudizio cinematografico ha avuto diversi diversi riconoscimenti in patria come per il “Tokyo International Anime Fair Awards” e nel 2002 vinse il “Japan Gold Disc Awards”.

Tracce:

1 Ano Natsu he

2 Toorimichi

3 Dare Mo Inai Ryouriten

4 Yoru Kitaru

5 Ryuu no shounen

6 Boiraa Mushi

7 Kamisama-tachi

8 Yubaba

9 Yuya no asa

10 Ano hi no kawa

11 Shigoto wa tsuraize

12 Okusaregami

13 Sen no yuuki

14 Sokonashi ana

15 Kaonashi

16 6 Banme no eki

17 Yubaaba Kyouran

18 Numa no soko no ie

19 Futatabi

20 Kaeru hi

21 Itsumo Nando demo (Wakako Kaku)

TEMI

Alcuni critici paragonano “La Città Incatata” alla favola di “Alice nel Paese delle Meraviglie” il “Mago di Oz” o anche alla saga di “Harry Potter” e il filoconduttore della storia è il legame tra un “altro” mondo differente da quello della realtà. Inizialmente è fare credere allo spettatore che la protagonista sta sognando opppure creare la sensazione che alcuni passaggi sono stati già visti da qualche parte come fosse passato del tempo, come ad esempio le foglie sulla macchina all’inizio, questo porta ad una crescita ad una maturazione, il mondo degli spiriti rapppresenta infatti dell’infanzia all’età adulta. Una dei temi più “citati” nell’anime è sicuramente il recupero delle tradizioni giapponesi perchè i bambini giapponesi con l’andare avanti nelle generazioni e nel tempo stanno perdendo le loro tradizioni e radici, altri temi sono l’importanza dell’avere un “nome” che deriva molto probabilmente dal “Ciclo di Earthsea” di cui Myazaki è molto appssionato, inoltre è trattato il tema dell’ecologismo quando Chihiro, Rin e gli altri ripuliscono il fiume dalla sporcizia come quando ai tempi di Myazaki fu ripulito il fiume che scorreva vicino casa sua.

“The Enchanted City

It is a Japanese animated film shot and written by Hayao Miyazaki produced by Studio Ghibli. The film is freely inspired by the fantastic novel “The Wonderful Country Above the Fog” written by Kashiwaba Sachiko, the work tells of a little girl Chihiro introducing, unwillingly, into a city infested by spirits, the parents of the baby are transformed In pigs by the Yubaba witch.
It is considered the most successful film of Japan by collecting 330 million dollars worldwide over the Titanic movie.
Director Hayako Miyazaki is considered to be the most exponent of animation of Japan, besides the “Enchanted City” among his works we remember “Kiki Delivery at Home”, “The Wicked Castle” … and is also one of the founders Of the Studio Ghibli.

MAIN CHARACTERS
Chihiro Ogino: he is the protagonist of the story, a silly little girl who is forced to resign in the spirit world / The Enchanted City to rid her parents of the illness, takes Sen name because she loses her real name.

Haku: He is a boy of the same age as Chihiro, but plays an important role alongside Yubaba, from other spirits is considered the “Haku Master” becomes a great friend of Chihiro and helps her in the attempt to free her parents. His true identity and his true name are taken away by Yubaba to force him to work for her, in fact he is the Spirit of the Kohaku River, who had saved Chihiro in the past when he risked drowning.

Yubaba: is the witch of the very strict and authoritarian public baths that only feasts in the presence of his son Bo

SECONDARY CHARACTERS
Akio Ogino: Father of Chihiro

Yuko Ogino: Mother of Chihiro

Senza-Volto: It is a spirit that feels morbidly to Sen / Chihiro following her everywhere, looks like a thin figure clothed with a white mask in her face, comes to walk on four legs when ingested a huge amount of food. He becomes nervous when he realizes that someone does not change his feelings as with Sen / Chihiro, who at that time is likely to destroy the entire spa.

Zeniba: Yubaba’s elderly twin sister

PLOT
Chihiro is a ten-year-old girl who is moving to another town when traveling her father takes a wrong path and despite the girl does not want to continue on that road, parents stop and think they have found an abandoned amusement park. His parents remain trapped in the city after the local witch, Yubaba, picks them up in pigs.
Chihiro goes into the city to rescue his parents by committing to changing his name, being obliged, in Sen, being careful to “never forget” his real name. During his stay Sen / Chihiro finds work in the public baths, not to fall into the spell. He knows them Haku, a Yubaba boy-guy, whom she has wrought to make him do what he wants, and who has forgotten his real name, he is actually the Spirit of the Kohaku River. Sen / Chihiro finally succeeds in releasing her parents through the love that Haku has for her and for never forgetting her name.

PRODUCTION
Miyazaki wrote the film screenplay after deciding to dedicate the work to his friend’s daughter and producer Seiji Okuda who went to visit him each summer, and later with a budget of about 16 million euros, he began producing “The City Enchanted “in 2000.
All the Miyazaki summers spent their holidays in the mountains with her family and five girlfriends of her daughters and found the inspiration for “The Town Cladded” just watching these girls play and adapting to girls of their age.
He sought inspiration among some Shojo manga, Japanese comic books devoted to children in school related to their first cookies, but this was not the kind that was most heartfelt at Myazaki.
He was thinking of producing a new film for a long time, he planned two different projects: the first based on the novel “The Wonderful Country beyond the Fog”, the second was as a protagonist a bigger girl than Chihiro, but both projects came Discarded, he began to think that the story could turn around a spa, finding it a very mysterious site, to which there were spirits of Japanese nature that populated the spas just like men.
As with the story of the Princess Mononoke, Studio Ghibli used the graphics computer using programs like “Softimage”, but for Myazaki the most difficult thing was to cut some scenes to fit into the two movies.
For setting this film, Myazaki is inspired by some Japanese sites such as Korekiyo Takahaschi’s residence at the Edo-Tokyo Open Air Architectural Museum and Jufen, a city of Tawain, who inspired him on the staircase leading to spas.

SOUNDTRACK
For the soundtrack Myazaki has consulted his personal collaborator Joe Hisaichi, who, in addition to being judged excellent by the film’s cast, has had several awards at home such as the Tokyo International Anime Fair Awards and in 2002 won the “Japan Gold Disc Awards “.

Tracks:
1 Ano Natsu he
2 Toorimichi
3 Give Mo Inai Ryouriten
4 Yoru Guitar
5 Ryuu no shounen
6 Boira Mushi
7 Kamisama-tachi
8 Yubaba
9 Yuya no asa
10 Ano hi no kawa
11 Shigoto wa tsuraize
12 Okusaregami
13 Its no yuuki
14 Sokonashi ana
15 Kaonashi
16 6 Banme no eki
17 Yubaaba Kyouran

18 Numa no soko no ie

19 Futatabi

20 Kaeru hi

21 Itsumo Nando demo (Wakako Kaku)

THEMES
Some critics compare “The City Cladded” to the tale of “Alice in Wonderland” the “Wizard of Oz” or even the “Harry Potter” saga and the philosopher of history is the link between a “different” world different from that Of reality. Initially it is to believe in the spectator that the protagonist is dreaming or to create the feeling that some passages have already been seen somewhere as it has been past time, such as the leaves on the machine at first, this leads to growth at maturation , The world of spirits represents infancy of adulthood.
One of the most “cited” themes in the anime is surely the recovery of Japanese traditions because Japanese children with going on in generations and in time are losing their traditions and roots; other themes are the importance of having a ” Name “that most likely derives from the” Earthsea Cycle “of which Myazaki is very familiar, and the theme of ecology is also discussed when Chihiro, Rin and others purge the river from dirt as when in the times of Myazaki the river was cleansed He ran near his home.”

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