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Il Tamagochi


 

tamagotchi

Questa categoria è anch’essa legata al mondo della cultura giapponese d’anime e manga e parliamo di un gioco elettronico creato dalla Bandai nel 1996, chiamato “Tamagochi” Il gioco venne inventato in Giappone da Akita Maita ,rilasciato dalla Bandai il 23 Novembre  1996 in Giappone, ma divenne popolare tra gli anni ’90 e gli anni 2000, nel 2010 venne reintrodotto sul mercato con 76 milioni di Tamagochi venduti.

Generalmente ha la forma di un uovo con soli tre bottoni. La parola “Tamagochi” deriva dal giapponese con “Tamago” che vuol dire “uovo” e per gli innumerevoli specie che si potevano scegliere, “chi” che vuol dire “specie”.

CARATTERISTICHE:

I protagonisti di questo “gioco” possono essere vari, come del resto anche i colori dell’uovo, principalmente sono “animali” (pulcini) che inizialmente depositano uova. L’obiettivo di questo gioco è di fare vivere il proprio “animale” più a lungo possibile, curarlo se è malato e giocarci quando vuole. Di solito gli animali possono essere cani, gatti, ma inizialmente sono nati come pulcini

Si può interagire con lui con tra tasti posti al centro dell’ “uovo” (A, B, e C) e compiere diverse attività come:

  • dargli da mangiare
  • accendergli e spegnerli la luce
  • fare dei giochi
  • curarlo se si ammala
  • pulire i suoi bisogni
  • controllare il suo peso, la sua età ecc… che viene segnato a punti
  • sgridarlo se rifiuta di obbedire

 

MANGA:

Insieme al Tamagochi, venne creato un manga chiamato “Manga De Hakken! Tamagochi” (Scoperti in un manga! Tamagochi) è un manga della 4-koma e comprende delle storie principalmente comiche.

Pubblicato sulla rivista CoroCoro Comic dal 1997 al 1999 e alcune storie sono raccolte in un Tankobon, ma infine venne pubblicato da CoroCoro Comic in 19 volumi/Tankabon.

“TAMAGOCHI

This category is also linked to the Japanese culture world of anime and manga and we talk about an electronic game created by Bandai in 1996 called “Tamagochi”. The game was invented in Japan by Akita Maita, released by Bandai on November 23rd 1996 in Japan, but it became popular in the 1990s and 2000s, in 2010 it was reintroduced on the market with 76 million Tamagohi sold. Generally it has the shape of an egg with only three buttons. The word “Tamagochi” comes from the Japanese with “Tamago” which means “egg” and for the countless species that could be chosen, “who” means “species”.

FEATURES:
The protagonists of this “game” can be various, as also the colors of the egg, mainly they are “animals” (chicks) that initially deposit eggs. The goal of this game is to make your “animal” live as long as possible, treat it if it is sick and play with it whenever you want. Usually animals can be dogs, cats, but initially they were born as chicks
You can interact with him with between the keys placed at the center of the “egg” (A, B, and C) and perform various activities such as:

• feed him
• turn the light on and off
• make games
• treat him if he gets sick
• clean up your needs
• check his weight, age, etc., which is scored in points
• scold him if he refuses to obey

MANGA:
Together with the Tamagochi, a manga was created called “Manga De Hakken! Tamagochi “(Discovered in a manga! Tamagochi) is a 4-koma manga and includes mainly comic stories.
Published in the CoroCoro Comic magazine from 1997 to 1999 and some stories are collected in a Tankobon, but was finally published by CoroCoro Comic in 19 volumes / Tankabon.”

 

I Manga


In questa categoria voglio parlavi, della prima parte, di una mia passione che è iniziata da quando ero piccola guardando i cartoni animati. Numerosi anime (cosi originariamente vengono chiamati) la maggior parte sono stati tratti da opere/storie, che in Giappone vengono considerati delle vere proprie opere d’arte, chiamati “manga” per fare riferimento ai fumetti.

I manga in Giappone sono dedicati a vari target e tematiche che non rappresentano uno stile in particolare.

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Wikipedia

A partire dagli anni 50 il manga era uno dei settori principali dell’industria editoriale giapponese, sono principalmente stampati in bianco e nero anche se a volte contengono anche delle pagine a colori, alcuni invece sono delle riviste totalmente dedicate ai manga con contenenti più storie.

I volumi stampati sono chiamati Tankobon e la serie spesso è accompagnata da una serie animata, gli autori di manga sono chiamati Mangaka.

Etimologia:
La parola “Manga” è termine giapponese composto da due termini da “Kanji” che significa “uomo” e “Ga” che significa “immagini”. La parola fu utilizzata nel XVIII secolo con le introduzioni degli “Hokusai Manga” contenti degli schizzi del famoso Ukyo e Hokusai.

In Giappone poi la parola “Manga” significa per indicare tutti i tipi di manga in contemporanea con l’uso della parola “Anime” che sono delle animazioni tratte dai manga.

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La storia e le caratteristiche:
Il “fumetto” in Europa è nato come una produzione per bambini, mentre in manga sono nati e spesso raffigurati con occhi grandi e spesso con tratti infantili. L’origine di questa caratteristica risale al 1946 dal famoso autore “Osamu Tezuka” soprannominato il “Dio dei Manga” quando venne pubblicato il suo primo manga. Numerose pubblicazioni comunque presentano uno stile molto diverso dallo stile manga come “Angel Heart” e “Berserk”, la differenza tra fumetto occidentale e manga orientale sta nella modalità di narrazione, regia e impaginazione a volte il rapporto tra i personaggi.

L’impaginazione giapponese è come una gabbia e molto più larga rispetto a quella occidentale: il formato è B4 serie JIS mentre per i volumi professionali è il classico A4 come ad esempio le Doujinshi, le riviste giapponesi.

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L’occidente invece ha una schema a “gabbia” a dodici quadrati che si sviluppa in media in gruppi di sei o anche otto, come i fumetti della Disney, fanno eccezione a volte gli Shonen che hanno uno schema con più quadrati con scene più veloci.

Impaginazione e la struttura della pagina:
Il fumetto giapponese di solito si sfoglia al contrario come anche le vignette, rispetto a quello occidentale, cioè dall’ultima alla prima pagina, come anche le vignette si leggono da destra verso sinistra.

Nei corso del tempo sono cambiate e state modificate le posizioni delle vignette che inizialmente: erano in verticale, negli anni successivi vennero disposte in orizzontale che poi è quella attuale. Oltre alle vignette vengono inseriti anche delle particolarità come la sovrapposizione delle vignette creando una lettura alla occidentale, per facilitare i vari lettori, mentre la lettura giapponese non è allenato alla lettura alfabetica per facilitare il lettore occidentale alle prime armi in modo da orientarsi in questo universo di segni dove spesso colgono numerosi dettagli prima su alcuni tipi di testo e poi su altri.

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Il manga a differenza dagli altri fumetti da molto importanza alle emozioni e all’introspezione dei personaggi, basato sullo studio delle inquadrature, le vignette possiamo dividerle in:

  • Orizzontali: Utilizzate per creare uno stacco fra le vignette e le due vignette affiancate per facilitarne la lettura, ma anche per dare una lettura più lenta, per la lettura giapponese, al contrario sarà al per l’Occidentale
  • Verticali: è il contrario delle vignette orizzontali e per l’occidente è sempre il contrario
  • Diagonali: Sono singole o combinate sono create per dare un senso di tensione emotiva oppure possono essere calanti o ascendenti a secondo dalla scena vengono usate per tranquillizzare una situazione che “precipita”
  • Vignette chiuse o aperte: Questo tipo di vignette sono quasi inesistenti nel fumetto occidentale, mentre nell’orientale sono quasi “vitali”, in quanto una vignetta vicino al Tachikiri guida il lettore verso la pagina successiva verso scene molto importanti.

    Inizialmente quando i manga venivano pubblicati, veniva fatto nella maniera occidentale, fu la Kappa Edizioni a introdurre questa nuova lettura originale cominciando con Dragon Ball per la Star Comics

I vari generi di manga sono:

Shojo: Storie dedicate ad un pubblico femminile dell’età di 10 – 11 anni, molto fra i primi amori o anche vicende tra i banchi di scuola tipo “Rossana” che il titolo originale “Il Giocattolo dei bambini”

Maho Shojo: Storie uguali allo Shojo legati alle maghette chiamate “Majokko” come Sailormoon.

Shonen: A differenza degli Shojo che è per le ragazzine e per un pubblico generalmente femminile, gli Shonen sono per un pubblico prettamente maschile e di età superiore agli 11 anni, oltre ad essere al genere più diffuso in Giappone, alcuni esempi possono essere “Dragon Ball” “Slam Dunk”.

Seinen: Sono storie dedicate ad un pubblico maschile adulto come “Berserk”

Kodomomo: Sono genere dedicati ai bambini ad esempio “Hamtaro” “Doreamon”

Josei: Storie dedicate ad un pubblico femminile più adulto, una sorta di Shojo per ragazze più grandi

Gekiga: Genere dedicato a storie generalmente drammatiche che appare come sottogenere dei Seinen o dei Josei

Mecha: E’ uno dei generi più importanti al mondo quello che ha reso popolare “Mazinga Z” in generale dove c’è la presenza di robot giganti

Meintantei: sono un sottogenere  degli Shonen e un po’ con i Seinen, una sorta di “romanzo giallo” tipo “Lupin III” o anche “Occhi di Gatto”

Romakome: E’ un sottogenere degli Shojo, ma basato sul genere delle commedia tipo “Host Club” e “Special A”

Spokon: Sono il genere di manga sportivo tipo “Holly e Benjy” o anche “Mila e Shiro”

Suiraa: Sono un sottogenere dei fantasy o anche al poliziesco tipo “Death Note”

Dojinshi: sono i manga disegnati dai fan per i fan in America vengono chiamate Fan Fiction o Fan art

 Sottogeneri:

. Kodomomo: Aniparo: parodie di altri anime spesso in stile Super-deformed;
Fantasi: storie fantasy o fantastiche

. Shojo – Josei: Maho-Shojo: storie con protagoniste donne con poteri magici
 Shojo-Ai: storie d’amore tra ragazze
Shonen – Ai: storie d’amore tra ragazzi
Ren’Ai: storie d’amore
Romakome: commedie romantiche

. Shonen – Seinen: SF: storie di fantascienza
  Mecha: storie di fantascienza incentrate sui robot
Spokon: storie sportive
 Meintantei: storie poliziesche
 Fantasy: storie fantastiche e fantasy

. Seinen – Josei: Gekiga – storie drammatiche
Gore, Kyofu o Hora: storie violente del terrore o dell’orrore
Suriraa: storie di suspanse e gialli
Hentai: storie erotiche (soft hentai) pornografiche (hard hentai)
Yaoi: erotismo/pornografia maschile
Yuri: erotismo/pornografia femminile
Rorika: erotismo/pornografia adolescenziale femminile
Shotakon: erotismo/pornografia adolescenziale maschile
Yaoi: erotismo/pornografia maschile
Yuri: erotismo/pornografia femminile
Rorika: erotismo/pornografia adolescenziale femminile
Shotakon: erotismo/pornografia adolescenziale maschile

(fonte: Wikipedia)

“MANGA

In this category I want to talk about the first part of my passion that has started since I was little looking at cartoons. Numerous souls (originally called) most have been drawn from works / stories, which in Japan are considered to be their own artworks, called “manga” to refer to comics.
The manga in Japan are dedicated to various targets and themes that do not represent a particular style.

From the 1950’s, manga was one of the main sectors of the Japanese publishing industry, mainly printed in black and white, although sometimes containing color pages; some are manga magazines that contain more stories.
Printed volumes are called Tankobon and the series is often accompanied by an animated series, manga authors are called Mangaka.

Etymology:
The word “Manga” is a Japanese term consisting of two terms from “Kanji” meaning “man” and “Ga” meaning “images”. The word was used in the 18th century with the introductions of the “Hokusai Manga” pleasing to the sketches of the famous Ukyo and Hokusai.
In Japan then the word “Manga” means to indicate all kinds of manga at the same time with the use of the word “Anime” which are manga animations.

History and features:
The “comic” in Europe was born as a production for children, while in manga they were born and often depicted with large eyes and often with infantile traits.
The origin of this feature dates back to 1946 by the famous author “Osamu Tezuka” nicknamed the “God of Manga” when his first manga was released. However, many publications have a very different style of manga style as “Angel Heart” and “Berserk”, the difference between Western and East Manga’s cartoon is in the narrative, directional and narrative mode sometimes the relationship between the characters.
Japanese layout is like a cage and much wider than the western one: the format is B4 JIS series while for professional volumes is the classic A4 such as the Doujinshi, the Japanese magazines.

The West, on the other hand, has a twelve-square “cage” scheme, which runs on average in six or even eight groups, such as Disney’s comic strips, are sometimes the Shonen shapes having a sketch with multiple squares with faster scenes .

Layout and page structure:  The Japanese cartoon usually looks like vignettes, as opposed to the western one, that is, from the last to the first page, as well as the cartoons are read from right to left.
Over the course of time, the positioning of the cartoons was changed and the initials of the cartoons were changed: they were in the vertical, in the following years they were arranged horizontally then the present one. In addition to the cartoons, special features include overlapping cartoons, creating a reading to the west, to facilitate readers, while Japanese reading is not trained in alphabetical reading to facilitate the Western reader to the first weapon in order to navigate to this universe of signs where they often carry many details first on some types of text and then on others.
The manga, unlike the other comics that are very important to the emotions and introspection of the characters, based on the study of the shots, the cartoons we can divide it into:

Horizontal: Used to create a gap between the cartoons and the two cartoons side by side to facilitate reading, but also to give a slower reading, to Japanese reading, on the contrary will be to the Western

Vertical: It is the opposite of horizontal cartoons, and the West is always the opposite

Diagonals: Single or combined are created to give a sense of emotional tension or they can be decaying or ascending to the second from the scene are used to calm a situation that “rushes”

Closed or Open Vignettes: These cartoons are almost non-existent in the western cartoon, while in the east they are almost “vital”, as a cartoon near the Tachikiri drives the reader to the next page for very important scenes.

initially when the manga was being released, it was done in the Western way, it was the Kappa Editions to introduce this new original reading starting with Dragon Ball for the Star Comics”

The various kinds of manga are:

Shojo: Stories dedicated to a female audience of 10-11 years old, many of the first love or even affair between Rossana’s school benches that the original title “The Children’s Toy”

Maho Shojo: Stories equal to the Shojo linked to the maghette called “Majokko” as Sailormoon.

Shonen: Unlike the Shojo that is for girls and for a generally female audience, the Shonen are for a masculine audience of more than 11 years old, in addition to being the most popular genre in Japan, some examples may be “Dragon Ball “” Slam Dunk “.

Seinen: They are stories dedicated to an adult male audience such as “Berserk”

Kodomomo: They are genre dedicated to children such as “Hamtaro” “Doreamon”

Josei: Stories dedicated to a more adult female audience, a sort of Shojo for older girls

Gekiga: A genre devoted to dramatic stories that looks like Seinen or Josei’s sub-genres

Mecha: It’s one of the most important genres in the world that made popular “Mazinga Z” in general where there are giant robots

Meintantei: I’m a subtitler of the Shonen and a bit with the Seinen, a kind of “yellow novel” like “Lupine III” or even “Cat Eyes”

Romakome: It is a subtitling of the Shojo, but based on the kind of comedy “Host Club” and “Special A”

Spokon: I am the kind of sports manga like “Holly and Benjy” or even “Mila and Shiro”

Suira: I’m a subtitler of fantasy or even a “Death Note”

Dojinshi: The manga-designed fans for fans in America are called Fan Fiction or Fan Art

subgenres:

. Kodomomo: Aniparo: Parodies of other souls often in Super-deformed style;
Fantasies: fantasy or fantasy stories

. Shojo – Josei: Maho-Shojo: stories with protagonists women with magical powers
Shojo-Ai: love stories among girls
Shonen – Ai: love stories among boys
Ren’Ai: love stories
Romakome: romantic comedies

. Shonen – Seinen: SF: science fiction stories
Mecha: Robotics-based science fiction stories
Spokon: sports stories
Meintanei: police stories
Fantasy: fantastic and fantasy stories

. Seinen – Josei: Gekiga – dramatic stories
Up, Kyofu or Hora: violent stories of terror or horror
Suriraa: stories of yellow and yellow
Hentai: pornographic erotic stories (soft hentai) (hard hentai)
Yaoi: eroticism / male pornography
Yuri: eroticism / female pornography
Rorika: eroticism / female teenage pornography
Shotakon: eroticism / male teenage pornography
Yaoi: eroticism / male pornography
Yuri: eroticism / female pornography
Rorika: eroticism / female teenage pornography
Shotakon: eroticism / male teenage pornography

 

 

 

 

La Città Incatata


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E’ un film d’animazione giapponese girato e scritto da Hayao Miyazaki prodotto dallo Studio Ghibli. Il film è liberamente ispirato al romanzo fantastico “Il Meraviglioso Paese Oltre la Nebbia” scritto da Kashiwaba Sachiko, l’opera racconta di una bambina Chihiro che s’introduce, senza volerlo, in una città infestata dagli spiriti, i genitori della bambina vengono trasformati in maiali dalla strega Yubaba. E’ considerato il film di maggior successo del Giappone incassando 330 milioni di dollari in tutto il mondo superando il film Titanic. Il regista Hayako Miyazaki è considerato il maggior esponente d’animazione del giappone, oltre la “La città incantata” tra i suoi lavori ricordiamo “Kiki consegne a domicilio”, “Il Castello Errante” ecc…ed è anche uno dei principali fondatori dello Studio Ghibli.

PERSONAGGI PRINCIPALI

Chihiro Ogino: è la protagonista della storia, una bambina svogliata e piagnucolona, costretta a rimenere nel mondo degli spiriti/La Città Incantata per liberare dalla meledizione i suoi genitori, prende il nome di Sen poiché perde il suo vero nome.

Haku: è un ragazzo della stessa età di Chihiro, ma svolge un importante ruolo al fianco di Yubaba, dagli altri spiriti è considerato il “Maestro Haku” diventa grande amico di Chihiro e l’aiuta nell’impresa per liberare i genitori. La sua vera indentità e il suo vero nome gli sono sottratti da Yubaba per costringerlo a lavorare per lei, in realtà è lo Spirito del Fiume Kohaku che aveva salvato in passato Chihiro quando aveva rischiato di annegare.

Yubaba: è la strega propietaria dei bagni pubblici molto severa e autoritaria che s’addolcisce solo in presenza del figlio Bo

PERSONAGGI SECONDARI

Akio Ogino: Padre di Chihiro

Yuko Ogino: Madre di Chihiro

Senza-Volto: è uno spirito che s’affeziona morbosamente a Sen/Chihiro seguendola ovunque, ha l’aspetto di un esile figura ammantata con una maschera bianca in volto, arriva a camminare a quattro zampe quando ingerisce un enorme quantità di cibo. S’innervosisce quando capisce che qualcuno non ricambia i suoi sentimenti come con Sen/Chihiro, che in quel momento rischia di distruggere l’intero stabilimento termale.

Zeniba: sorella gemella anziana di Yubaba

TRAMA

Chihiro è una bambina di dieci anni che sta trasloccando in un’altra città, quando sono in viaggio suo padre prende una via sbagliata e nonostante la bambina non voglia proseguire per quella strada i genitori si fermano e pensano di aver trovato un parco divertimenti abbandonato. Li i suoi genitori rimangono intrappolati nella città dopo che la strega del posto,Yubaba, li traforma in maiali. Chihiro si addentra nella città per salvare i genitori cominciando con il cambiare il proprio nome, essendone obbligata, in Sen, stando attenta a “mai dimenticare” il suo vero nome. Nella sua permanenza Sen/Chihiro trova lavoro nei bagni pubblici, per non cadere anche lei nell’incantesimo. Li conosce Haku un ragazzo tirapiedi di Yubaba, il quale lei ha stregato per fargli fare quello che vuole, il quale hadimenticato il suo vero nome, egli in realtà è lo Spirito del fiume Kohaku. Sen/Chihiro infine riesce a liberare i genitori grazie all’amore che prova per Haku e per non aver mai dimenticato il suo nome.

PRODUZIONE

Miyazaki scrisse la sceneggiatura del film dopo che decise di dedicare l’opera alla figlia del suo amico nonché produttore Seiji Okuda il quale andava a fargli visita ogni estate, in seguito con un budget di circa 16 milioni di euro cominciò la produzione della “La Città Incantata” nel 2000. Tutte le estati Miyazaki trascorreva le vacanze in montagna con la sua famiglia e cinque bambine amiche delle sue figlie e li trovò l’ipirazione per “La Città Incatata” proprio guardando giocare queste bambine e adattandolo proprio a delle ragazzine della loro età. Cercò ispirazione fra alcuni Shojo manga, fumetti giapponesi dedicati alle ragazzine in ambito scolastico legati alle loro prime cotte, ma questo genere non era quello che stava più a cuore a Myazaki. Aveva in mente di produrre un nuovo film da diverso tempo, aveva in programma due progetti diversi: il primo basato sul romanzo “Il Meraviglioso Paese oltre la nebbia”, il secondo aveva come protagonista una ragazza più grande di Chihiro, ma entrambi i progetti vennero scartati, cominciò a pensare che la storia poteva ruotare attorno ad un impianto termale, trovandolo un luogo molto misterioso, al quale potevano esserci degli spiriti, di natura giapponese, che popolavano le terme proprio come gli uomini. Come per la storia del film della “Princess Mononoke” lo Studio Ghibli usò la computer grafica usando come programmi come “Softimage”, ma per Myazaki la cosa più difficile era tagliare alcune scene per poter rientrare nelle due di film circa. Per l’ambientazione di questo film Myazaki prse ispirazione da alcuni luoghi giapponesi come la residenza di Korekiyo Takahaschi che si trova nell’ “Edo-Tokyo Open Air Architectural Museum” e Jufen una città di Tawain, che lo ispirò per la scalinata che conduce alle terme.

COLONNA SONORA

Per la colonna sonora Myazaki ha consultato il suo personale collaboratore Joe Hisaichi, che oltre ad essere giudicata ottima dal giudizio cinematografico ha avuto diversi diversi riconoscimenti in patria come per il “Tokyo International Anime Fair Awards” e nel 2002 vinse il “Japan Gold Disc Awards”.

Tracce:

1 Ano Natsu he

2 Toorimichi

3 Dare Mo Inai Ryouriten

4 Yoru Kitaru

5 Ryuu no shounen

6 Boiraa Mushi

7 Kamisama-tachi

8 Yubaba

9 Yuya no asa

10 Ano hi no kawa

11 Shigoto wa tsuraize

12 Okusaregami

13 Sen no yuuki

14 Sokonashi ana

15 Kaonashi

16 6 Banme no eki

17 Yubaaba Kyouran

18 Numa no soko no ie

19 Futatabi

20 Kaeru hi

21 Itsumo Nando demo (Wakako Kaku)

TEMI

Alcuni critici paragonano “La Città Incatata” alla favola di “Alice nel Paese delle Meraviglie” il “Mago di Oz” o anche alla saga di “Harry Potter” e il filoconduttore della storia è il legame tra un “altro” mondo differente da quello della realtà. Inizialmente è fare credere allo spettatore che la protagonista sta sognando opppure creare la sensazione che alcuni passaggi sono stati già visti da qualche parte come fosse passato del tempo, come ad esempio le foglie sulla macchina all’inizio, questo porta ad una crescita ad una maturazione, il mondo degli spiriti rapppresenta infatti dell’infanzia all’età adulta. Una dei temi più “citati” nell’anime è sicuramente il recupero delle tradizioni giapponesi perchè i bambini giapponesi con l’andare avanti nelle generazioni e nel tempo stanno perdendo le loro tradizioni e radici, altri temi sono l’importanza dell’avere un “nome” che deriva molto probabilmente dal “Ciclo di Earthsea” di cui Myazaki è molto appssionato, inoltre è trattato il tema dell’ecologismo quando Chihiro, Rin e gli altri ripuliscono il fiume dalla sporcizia come quando ai tempi di Myazaki fu ripulito il fiume che scorreva vicino casa sua.

“The Enchanted City

It is a Japanese animated film shot and written by Hayao Miyazaki produced by Studio Ghibli. The film is freely inspired by the fantastic novel “The Wonderful Country Above the Fog” written by Kashiwaba Sachiko, the work tells of a little girl Chihiro introducing, unwillingly, into a city infested by spirits, the parents of the baby are transformed In pigs by the Yubaba witch.
It is considered the most successful film of Japan by collecting 330 million dollars worldwide over the Titanic movie.
Director Hayako Miyazaki is considered to be the most exponent of animation of Japan, besides the “Enchanted City” among his works we remember “Kiki Delivery at Home”, “The Wicked Castle” … and is also one of the founders Of the Studio Ghibli.

MAIN CHARACTERS
Chihiro Ogino: he is the protagonist of the story, a silly little girl who is forced to resign in the spirit world / The Enchanted City to rid her parents of the illness, takes Sen name because she loses her real name.

Haku: He is a boy of the same age as Chihiro, but plays an important role alongside Yubaba, from other spirits is considered the “Haku Master” becomes a great friend of Chihiro and helps her in the attempt to free her parents. His true identity and his true name are taken away by Yubaba to force him to work for her, in fact he is the Spirit of the Kohaku River, who had saved Chihiro in the past when he risked drowning.

Yubaba: is the witch of the very strict and authoritarian public baths that only feasts in the presence of his son Bo

SECONDARY CHARACTERS
Akio Ogino: Father of Chihiro

Yuko Ogino: Mother of Chihiro

Senza-Volto: It is a spirit that feels morbidly to Sen / Chihiro following her everywhere, looks like a thin figure clothed with a white mask in her face, comes to walk on four legs when ingested a huge amount of food. He becomes nervous when he realizes that someone does not change his feelings as with Sen / Chihiro, who at that time is likely to destroy the entire spa.

Zeniba: Yubaba’s elderly twin sister

PLOT
Chihiro is a ten-year-old girl who is moving to another town when traveling her father takes a wrong path and despite the girl does not want to continue on that road, parents stop and think they have found an abandoned amusement park. His parents remain trapped in the city after the local witch, Yubaba, picks them up in pigs.
Chihiro goes into the city to rescue his parents by committing to changing his name, being obliged, in Sen, being careful to “never forget” his real name. During his stay Sen / Chihiro finds work in the public baths, not to fall into the spell. He knows them Haku, a Yubaba boy-guy, whom she has wrought to make him do what he wants, and who has forgotten his real name, he is actually the Spirit of the Kohaku River. Sen / Chihiro finally succeeds in releasing her parents through the love that Haku has for her and for never forgetting her name.

PRODUCTION
Miyazaki wrote the film screenplay after deciding to dedicate the work to his friend’s daughter and producer Seiji Okuda who went to visit him each summer, and later with a budget of about 16 million euros, he began producing “The City Enchanted “in 2000.
All the Miyazaki summers spent their holidays in the mountains with her family and five girlfriends of her daughters and found the inspiration for “The Town Cladded” just watching these girls play and adapting to girls of their age.
He sought inspiration among some Shojo manga, Japanese comic books devoted to children in school related to their first cookies, but this was not the kind that was most heartfelt at Myazaki.
He was thinking of producing a new film for a long time, he planned two different projects: the first based on the novel “The Wonderful Country beyond the Fog”, the second was as a protagonist a bigger girl than Chihiro, but both projects came Discarded, he began to think that the story could turn around a spa, finding it a very mysterious site, to which there were spirits of Japanese nature that populated the spas just like men.
As with the story of the Princess Mononoke, Studio Ghibli used the graphics computer using programs like “Softimage”, but for Myazaki the most difficult thing was to cut some scenes to fit into the two movies.
For setting this film, Myazaki is inspired by some Japanese sites such as Korekiyo Takahaschi’s residence at the Edo-Tokyo Open Air Architectural Museum and Jufen, a city of Tawain, who inspired him on the staircase leading to spas.

SOUNDTRACK
For the soundtrack Myazaki has consulted his personal collaborator Joe Hisaichi, who, in addition to being judged excellent by the film’s cast, has had several awards at home such as the Tokyo International Anime Fair Awards and in 2002 won the “Japan Gold Disc Awards “.

Tracks:
1 Ano Natsu he
2 Toorimichi
3 Give Mo Inai Ryouriten
4 Yoru Guitar
5 Ryuu no shounen
6 Boira Mushi
7 Kamisama-tachi
8 Yubaba
9 Yuya no asa
10 Ano hi no kawa
11 Shigoto wa tsuraize
12 Okusaregami
13 Its no yuuki
14 Sokonashi ana
15 Kaonashi
16 6 Banme no eki
17 Yubaaba Kyouran

18 Numa no soko no ie

19 Futatabi

20 Kaeru hi

21 Itsumo Nando demo (Wakako Kaku)

THEMES
Some critics compare “The City Cladded” to the tale of “Alice in Wonderland” the “Wizard of Oz” or even the “Harry Potter” saga and the philosopher of history is the link between a “different” world different from that Of reality. Initially it is to believe in the spectator that the protagonist is dreaming or to create the feeling that some passages have already been seen somewhere as it has been past time, such as the leaves on the machine at first, this leads to growth at maturation , The world of spirits represents infancy of adulthood.
One of the most “cited” themes in the anime is surely the recovery of Japanese traditions because Japanese children with going on in generations and in time are losing their traditions and roots; other themes are the importance of having a ” Name “that most likely derives from the” Earthsea Cycle “of which Myazaki is very familiar, and the theme of ecology is also discussed when Chihiro, Rin and others purge the river from dirt as when in the times of Myazaki the river was cleansed He ran near his home.”

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